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  • Femminicidi e retorica politica: un problema culturale, non etnico

    Nel giro di sole 24 ore, due giovani studentesse universitarie di 22 anni sono state uccise in Italia dai loro ex partner. Un dato tragico che si aggiunge agli altri nove femminicidi registrati nei primi tre mesi del 2025. Numeri che ci ricordano, con una brutalità insopportabile, che la violenza di genere è un’emergenza strutturale del nostro Paese. Eppure, di fronte a questa drammatica realtà, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha scelto di spostare il discorso su un altro piano, attribuendo il problema all’etnia degli aggressori: “Giovani e adulti di certe etnie non hanno la nostra sensibilità verso le…

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  • “Processo ‘Sovrano’: cade l’accusa di associazione a delinquere”

    La sentenza di primo grado del processo “Sovrano”, giunta nel primo pomeriggio di oggi, ha segnato un momento cruciale per il panorama dei movimenti sociali in Italia. Dei 28 attivisti appartenenti ad Askatasuna, al Movimento No Tav e allo Spazio Neruda, 16 sono stati assolti dall’accusa di associazione a delinquere, mentre 18 hanno ricevuto condanne per reati individuali, con pene che variano dai 5 mesi ai 3 anni e 9 mesi. All’esterno del tribunale di Torino, il presidio che attendeva il verdetto ha accolto la notizia con entusiasmo. «Una vittoria per le lotte sociali e per chi resiste in questo…

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  • La Crisi Relazionale nell’Era Digitale : Tra Raffinatezza Intellettiva e Crisi Sociale

    Negli ultimi decenni, la diffusione capillare delle tecnologie digitali ha trasformato profondamente la struttura cognitiva delle nuove generazioni. L’essere umano, costantemente connesso, ha sviluppato capacità intellettuali avanzate, una velocità di elaborazione delle informazioni senza precedenti e una padronanza istintiva degli strumenti tecnologici. Tuttavia, questa evoluzione ha un costo: la crisi della socialità, un diffuso senso di solitudine e l’aumento di disturbi psicologici. Le nuove generazioni crescono in un ambiente in cui l’interazione avviene prevalentemente attraverso schermi e reti digitali. L’accesso costante a flussi di informazioni globali ha generato un’attenzione frammentata e intermittente, con un incremento dei disturbi legati alla concentrazione.…

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  • Difendere Gaza, resistere all’orrore

    Ci sono momenti nella storia in cui tacere significa essere complici. Il bombardamento di ambulanze a Gaza, ammesso dallo stesso esercito israeliano, segna un punto di non ritorno nella deriva di un conflitto che ha ormai superato ogni limite di brutalità. Non si tratta più di una questione di geopolitica né di una disputa tra popoli: siamo di fronte a un vero e proprio genocidio sistematico, che colpisce civili, bambini, soccorritori, senza alcuna distinzione. Israele giustifica questi attacchi con la narrazione della sicurezza nazionale, accusando Hamas di utilizzare i mezzi di soccorso per scopi militari. Ma quanto può essere credibile…

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  • Oltre il Capitalismo: Un Futuro Possibile

    La costruzione dei movimenti sociali non è un destino scritto, una necessità storica automatica, ma un processo complesso che richiede una mobilitazione politica attiva e consapevole. Ogni trasformazione radicale della società dipende dalla capacità di connettere lotte diverse, di tradurre tra esperienze e condizioni differenti, di creare un terreno comune di organizzazione. Nulla è dato, nulla è inevitabile. La realtà del capitalismo globale è frammentata: le forme dello sfruttamento, dell’oppressione e della resistenza assumono caratteristiche specifiche in ogni contesto. La precarizzazione del lavoro nelle metropoli industriali, la lotta per la terra nelle comunità indigene, le mobilitazioni femministe e queer, le…

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  • Libertà condizionata: Identità forzata, libertà negata

    L’imposizione di portare sempre con sé un documento di identità, pena il rischio di un fermo arbitrario, non è altro che un meccanismo di controllo repressivo che mina le basi della libertà individuale. L’obbligo di dimostrare costantemente la propria identità è una forma di sorveglianza permanente, più vicina a un regime autoritario che a una democrazia fondata sul rispetto dei diritti. Invece di considerare il cittadino come un individuo libero e responsabile, lo Stato lo tratta come un soggetto sospetto per il solo fatto di non avere un pezzo di carta in tasca. Questa logica di controllo e diffidenza non…

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