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  • La pace a pagamento: il “Board” di Trump e l’Italia osservatrice

    Un presidente a vita. Un miliardo per sedersi al tavolo. Nessun palestinese a decidere del proprio destino. Lo chiamano “pace”. Ma il cosiddetto Board of Peace voluto da Donald Trump ha poco a che fare con la diplomazia multilaterale e molto con la concentrazione del potere. Un organismo in cui il presidente è permanente, inamovibile,

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  • Onde che parlano

    C’è un tempo in cui il mare era promessa. Oggi, nel cuore del Mediterraneo, è diventato un confine armato, una fossa comune liquida che restituisce corpi alla riva come una coscienza che non vuole tacere. Il Tirreno, davanti alle coste calabresi, parla ogni volta che le onde depositano sulla sabbia l’ennesimo cadavere senza nome. Non

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  • L’emergenza permanente e la memoria corta del territorio

    Ogni volta che un fiume esonda, che una collina cede o che un quartiere finisce sott’acqua, il lessico pubblico si riempie della stessa parola: eccezionale. Piogge eccezionali, eventi eccezionali, ondate eccezionali. Eppure, se l’eccezionalità diventa ricorrente, forse non è più tale. Il cambiamento climatico rende più frequenti e intensi gli eventi estremi. Ma la vulnerabilità

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  • CONTRO GUERRA E RIARMO PER LA NOSTRA TERRA

    LA CITTÀ SI INCONTRA 13 Febbraio ore 18 Via Macallè – La Base – Cosenza Viviamo una fase di accelerazione globale verso la guerra, che non è solo un evento militare, ma un progetto politico fondato sulla violenza contro i più deboli, siano essi popoli o classi sociali. Un’economia di guerra imposta dall’alto viene elevata

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  • Per Carlo, Franco, Marta: 36 anni di Ciroma

    Il 14 febbraio Radio Ciroma compie 36 anni.Trentasei anni di rumore necessario, di voci fuori posto, di parole non autorizzate. Trentasei anni a disturbare il silenzio, a incrinare l’ordine delle cose, a costruire comunità dove non c’era comunità. Ciroma non è mai stata solo una radio. È stata una fessura nel muro del possibile, una

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  • Il paradigma securitario come forma di potere

    C’è una parola che il potere ama usare quando vuole smettere di spiegare: sicurezza. È una parola comoda, elastica, rassicurante. Dentro ci puoi infilare tutto: la paura, la punizione, l’eccezione permanente. Il nuovo decreto sicurezza non nasce per proteggere qualcuno, ma per governare il conflitto sociale trasformandolo in questione di ordine pubblico. Il nemico non

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