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Quando la ‘rigenerazione urbana’ è sinonimo di espulsione: una riflessione che parte da Milano e riguarda tutti
Negli ultimi anni, la parola “rigenerazione urbana” è entrata nel vocabolario quotidiano di politici, architetti, imprenditori e amministratori locali. Se ne parla con entusiasmo: “riqualificazione”, “valorizzazione”, “nuove opportunità”. Ma siamo sicuri che tutti questi progetti rigenerativi stiano davvero migliorando le città per chi ci vive? Partiamo da un caso concreto: Milano. Negli ultimi due decenni, la città ha subito una trasformazione profonda. Quartieri un tempo popolari sono diventati zone “di tendenza”, i grattacieli hanno sostituito vecchi magazzini, i vecchi mercati sono stati convertiti in spazi culturali o commerciali d’élite. Il volto della città è cambiato. Eppure, per molti abitanti storici,…
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Genova non è finita. Genova brucia ancora.
Per non dimenticare. Per non perdonare. Genova non è storia. Genova è rabbia viva. È pugno chiuso, lacrima che non si asciuga, ferita che non si rimargina. Sono passati 24 anni, e ancora sentiamo nelle ossa il suono secco dei manganelli, il battito del cuore che corre più veloce dei passi, la paura che diventa furore. Genova non è un ricordo. È un trauma collettivo che pulsa nelle vene di una generazione intera. La nostra. Dal 20 al 22 luglio 2001 abbiamo guardato in faccia il vero volto del potere. Non quello patinato delle conferenze stampa, ma quello armato, codardo,…
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Contro la fuga dei giovani: Cosenza può (e deve) tornare a essere casa
Ogni anno, centinaia di giovani cosentini preparano la valigia. Alcuni partono per studiare, altri per lavorare, altri ancora semplicemente per provare a respirare un’aria diversa, più aperta, più dinamica, più pronta a riconoscere il loro valore. Dietro ogni partenza c’è una storia, un volto, un potenziale che la città perde. E il danno, silenzioso ma profondo, non è solo individuale: è collettivo. Perché quando i giovani vanno via, se ne vanno anche il futuro, la forza creativa, le energie vitali di un territorio. Cosenza non è l’unica città a vivere questa emorragia. Ma è tra quelle che hanno più da…
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Difendere Piazza Cappello: Gli alberi non si tagliano, le comunità si ascoltano
La riqualificazione di Piazza Cappello a Cosenza non è solo un progetto urbano: è un banco di prova per il rapporto tra amministrazione e cittadini. È innegabile che la messa in sicurezza e la cura degli spazi pubblici siano necessità concrete, soprattutto in zone attraversate quotidianamente da studenti, famiglie e residenti. Ma attenzione: riqualificare non significa cancellare l’identità di un luogo. In quella piazza ci sono alberi secolari, custodi silenziosi di memorie collettive e oasi verdi che, per decenni, hanno offerto ombra, sollievo e bellezza. Sono parte del paesaggio, ma anche della vita quotidiana. Non si può pensare di ridisegnare…
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Trasmettere, scrivere, resistere – Il blog di Ciroma e le sue Onde Lunghe
Cosenza è una città che parla a bassa voce.A volte sussurra, spesso tace. Altre volte finge di parlare ma lo fa con parole vuote, scritte altrove, imposte dall’alto, incorniciate nel linguaggio di chi comanda.In questa città, piena di ferite e bellezza, di conflitti taciuti e storie sommerse, Radio Ciroma ha scelto da decenni di alzare il volume, non per gridare, ma per rompere il silenzio del consenso. Lo abbiamo fatto e continuiamo a farlo ogni giorno, attraverso una radio libera, comunitaria, militante. Una radio fatta di voci che resistono, che denunciano, che creano spazi di possibilità.Ma da sola, la voce…
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Il respingitore respinto: Piantedosi e il fallimento morale dell’Europa dei muri
Che ironia feroce e tragica: Matteo Piantedosi, il ministro italiano che ha fatto della politica del respingimento il suo vessillo, è stato a sua volta respinto. Non dai migranti che cerca di tenere lontani a ogni costo, ma da Benghazi, cuore del potere parallelo libico, dove avrebbe voluto stringere l’ennesimo patto infame con le milizie locali. Obiettivo? Delegare ancora una volta il lavoro sporco: fermare chi fugge da guerre, fame e cambiamenti climatici. Fermare uomini, donne, bambini — non importa come, non importa dove, purché lontano dai nostri occhi e dalle nostre coscienze. Quello di Piantedosi, insieme ai suoi omologhi…
