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  • Il multipolarismo come spartizione: un ordine che si vende come caos

    Ci raccontano che il mondo sta diventando multipolare, e lo dicono con un tono che oscilla tra il sollievo e l’euforia: finalmente la fine dell’egemonia, finalmente l’equilibrio, finalmente il declino dell’impero. Ma se si guarda meglio, se si sposta lo sguardo dal linguaggio diplomatico alla materialità dei rapporti di forza, il multipolarismo appare per quello che è: non un superamento dell’imperialismo, bensì la sua riorganizzazione. Altro che fine dei blocchi. Siamo davanti a una grande trattativa permanente, spesso violenta, talvolta cinica, in cui le potenze si muovono come azionisti di un capitalismo globale che non ha più bisogno di bandiere…

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  • Il diritto internazionale è morto a Caracas

    Quanto annunciato da  Donald Trump ci mette  di fronte non a un semplice atto di forza geopolitica, ma a un punto di non ritorno nella storia delle relazioni internazionali. La cattura del presidente in carica del Venezuela, Nicolás Maduro, il suo trasferimento forzato all’estero, l’autoproclamazione statunitense a potere di governo “fino alla transizione” e la rivendicazione esplicita di interessi petroliferi  rappresentano  la definitiva liquidazione del diritto internazionale. Il diritto internazionale, già indebolito da decenni di violazioni selettive, viene qui apertamente calpestato e umiliato. La sovranità statale, principio cardine sancito dalla Carta delle Nazioni Unite, non viene nemmeno più aggirata con…

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  • Restare non è un destino, è una battaglia

      C’è un Sud che si svuota in silenzio, un centimetro alla volta. Ogni anno un paese chiude un’aula, un quartiere spegne una finestra, una famiglia prepara valigie che sanno di resa. I numeri del recentissimo rapporto Svimez non sono statistiche: sono il referto di una ferita aperta. La Calabria, con uno dei più alti tassi di emigrazione del Paese, si avvia — se nulla cambia — verso un 2050 più povero di 356mila persone. Un’emorragia umana che lacera il tessuto civile ed economico della regione. Ma guai a dire che questo è un destino. Guai ad accettare l’idea che…

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  • Il Centro Sociale Askatasuna nel mirino: la repressione come progetto politico

    A Torino il Ministro degli Interni non “gestisce” l’ordine pubblico: lo usa come clava ideologica. L’intervento contro il Centro Sociale  Askatasuna  non è un fatto isolato né una risposta contingente a un episodio specifico. È la messa in scena di una promessa punitiva, annunciata a voce alta dopo l’azione nella sede de La Stampa, e oggi trasformata in metodo. Un livello ulteriore di attacco agli spazi sociali, sperimentato scientemente in una città che da sempre rappresenta un laboratorio di conflitto e cooperazione. Colpire Aska significa colpire una traiettoria collettiva. Significa intervenire su uno dei luoghi che un movimento ha attraversato,…

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  • Occhiuto, nomine e ombre: la sanità che non cambia

    C’è un punto oltre il quale la fiducia dei cittadini nelle istituzioni non può essere tirata. La sanità calabrese quel punto lo ha superato da tempo, e ogni nuova vicenda – giudiziaria, amministrativa o politica – non fa che allargare una ferita già profonda. L’ultima, che vede coinvolto il neo primario di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Cosenza raggiunto da un provvedimento di sequestro cautelativo nell’ambito di un’indagine sulle liste d’attesa, riapre drammaticamente il tema centrale: il rapporto tra incarichi di vertice, responsabilità pubblica e dovere etico. Non sappiamo come andrà a finire questa indagine, né possiamo permetterci processi mediatici:…

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  • L’Europa irrilevante? Ma va’, chi l’avrebbe mai detto…

    C’è un documento ( strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti), che parla chiaro — più chiaro di quanto forse qualcuno, in Europa, abbia voglia di ammettere. Un testo che mette al centro la visione del mondo degli Stati Uniti di Trump: una superpotenza convinta che la propria economia, il proprio apparato industriale-militare e la propria enorme forza armata costituiscano un lasciapassare naturale alla supremazia globale. Non una supremazia proposta, discussa, negoziata. No: una supremazia data per scontata, un ordine naturale che dev’essere preservato, anche a costo di usare la forza “per raggiungere la pace”. In questo disegno, il vecchio continente non…

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