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Medici, ritorni e mercenari del bisogno: il prezzo della sanità
C’è qualcosa che stona, e profondamente, nell’accorato appello con cui il Presidente della Regione Calabria invita i medici calabresi emigrati — in altre regioni o all’estero — a fare ritorno a casa. Il messaggio è chiaro: tornate, perché oggi possiamo pagarvi di più. Un guadagno generoso, qualche benefit, condizioni economiche finalmente competitive. Un’offerta, più che una visione. Un contratto, più che un progetto. Il sottotesto, neppure troppo velato, è inquietante: la professione medica viene trattata come una merce da acquistare sul mercato globale del lavoro, come se bastasse alzare il prezzo per colmare un vuoto che è prima di tutto…
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Il rumore delle armi e il silenzio del tempo: l’Iran sospeso tra repressione e calcolo
Ci sono repressioni che gridano e altre che soffocano. Quella iraniana appartiene alla seconda categoria: non perché manchino i morti, le prigioni, la violenza plateale, ma perché il potere ha scelto di governare il tempo prima ancora delle piazze. Non punta solo a spezzare le proteste: punta a logorarle. Mentre i cadaveri vengono rimossi in fretta e le comunicazioni ufficiali parlano di “ordine ristabilito”, Teheran non chiude le porte. Anzi, le lascia socchiuse. Mantiene i canali con Washington, manda segnali ambigui, promette dialogo mentre reprime. È una strategia antica: guadagnare giorni, settimane, mesi. Perché le rivolte vivono di intensità; i…
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La voce che resta – Franco Piperno e Radio Ciroma
Il 13 gennaio 2025 Franco Piperno ci ha lasciati. Ma ci sono voci che non conoscono la grammatica della fine. Voci che non si consegnano al silenzio, che restano sospese nell’aria come una domanda necessaria, come una scintilla che continua a cercare attrito. Franco era una di queste voci. Fondatore di Radio Ciroma, Franco Piperno non ha semplicemente contribuito a creare una radio: ha aperto uno spazio. Uno spazio di parola, di conflitto, di immaginazione. Uno spazio dove il pensiero non era mai neutro, dove ogni frase portava con sé il rischio dell’intuizione e il piacere della provocazione. La radio,…
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Disarmare la guerra, ricomporre la vita
Liberare le nostre vite dall’ipoteca della guerra non è uno slogan né una priorità da mettere in cima a una lista già affollata. È il terreno stesso su cui oggi si gioca ogni possibilità di trasformazione. Perché la guerra non è un evento separato, un’esplosione improvvisa che interrompe la normalità: è la normalità di un sistema che governa attraverso la paura, la scarsità indotta, la produzione continua di nemici. La guerra abita i nostri quartieri prima ancora che i fronti militari. Sta nei dispositivi di sicurezza che militarizzano gli spazi urbani, nella precarietà che mette lavoratori e lavoratrici in competizione…
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Quando Michelangelo diventa uno scudo: la bellezza arruolata dalla guerra
C’è qualcosa di profondamente stonato — e proprio per questo rivelatore — nel fatto che un’industria bellica decida di battezzare un sistema antimissilistico con il nome di “Cupola di Michelangelo”. Michelangelo Buonarroti, l’uomo che ha trasformato il marmo in carne e la pietra in spirito, evocato per proteggere città e infrastrutture non attraverso la bellezza, ma attraverso l’intercettazione e la distruzione di missili. È più di una scelta di marketing: è un segno dei tempi. La cupola, nella storia dell’architettura, è un simbolo di elevazione, di armonia, di aspirazione verso l’alto. È il cielo reso costruzione, la fede che diventa…
