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Categoria: diritti umani

  • La pace a pagamento: il “Board” di Trump e l’Italia osservatrice

    Un presidente a vita. Un miliardo per sedersi al tavolo. Nessun palestinese a decidere del proprio destino. Lo chiamano “pace”. Ma il cosiddetto Board of Peace voluto da Donald Trump ha poco a che fare con la diplomazia multilaterale e molto con la concentrazione del potere. Un organismo in cui il presidente è permanente, inamovibile,…

  • Onde che parlano

    C’è un tempo in cui il mare era promessa. Oggi, nel cuore del Mediterraneo, è diventato un confine armato, una fossa comune liquida che restituisce corpi alla riva come una coscienza che non vuole tacere. Il Tirreno, davanti alle coste calabresi, parla ogni volta che le onde depositano sulla sabbia l’ennesimo cadavere senza nome. Non…

  • Il mondo non è povero, è saccheggiato

    Mentre una manciata di miliardari vede moltiplicarsi fortune che sfidano l’immaginazione, miliardi di esseri umani lottano ogni giorno per un pasto.È la fotografia impietosa del nostro tempo: l’1% più ricco della popolazione mondiale ha catturato il 41% della nuova ricchezza prodotta, lasciando al 50% più povero appena l’1%.Non è un’anomalia: è il risultato coerente di…

  • Non è assistenzialismo, è dignità

    Ogni volta che si propone un sostegno per chi non ce la fa, la destra alza il dito e urla: “assistenzialismo!”. È successo col reddito di cittadinanza e ora si ripete col reddito regionale di dignità. Ma chi parla di assistenzialismo dimentica — o finge di dimenticare — che la Calabria è tra le regioni…

  • Il carcere come discarica sociale: cronaca di una vergogna di Stato

    Nel silenzio di una società anestetizzata, quarantacinque suicidi si sono consumati dall’inizio dell’anno all’interno delle carceri italiane. Quarantacinque vite strappate in celle troppo spesso sovraffollate, fatiscenti, disumane. Dietro quei numeri ci sono persone, storie, fragilità. E soprattutto c’è uno Stato che abdica al suo compito di garantire diritti anche — e soprattutto — a chi…

  • Il respingitore respinto: Piantedosi e il fallimento morale dell’Europa dei muri

    Che ironia feroce e tragica: Matteo Piantedosi, il ministro italiano che ha fatto della politica del respingimento il suo vessillo, è stato a sua volta respinto. Non dai migranti che cerca di tenere lontani a ogni costo, ma da Benghazi, cuore del potere parallelo libico, dove avrebbe voluto stringere l’ennesimo patto infame con le milizie…