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La voce che resta – Franco Piperno e Radio Ciroma

Il 13 gennaio 2025  Franco Piperno ci ha lasciati. Ma ci sono voci che non conoscono la grammatica della fine. Voci che non si consegnano al silenzio, che restano sospese nell’aria come una domanda necessaria, come una scintilla che continua a cercare attrito. Franco era una di queste voci.

Fondatore di Radio Ciroma, Franco Piperno non ha semplicemente contribuito a creare una radio: ha aperto uno spazio. Uno spazio di parola, di conflitto, di immaginazione. Uno spazio dove il pensiero non era mai neutro, dove ogni frase portava con sé il rischio dell’intuizione e il piacere della provocazione. La radio, con lui, diventava corpo vivo, attraversato da idee che non chiedevano permesso.

Il 13 gennaio, a un anno dalla sua scomparsa, Radio Ciroma dedica un’intera giornata a uno dei suoi protagonisti. La sua voce tornerà a echeggiare, non come un esercizio di nostalgia, ma come un atto presente. Perché Franco non parlava mai solo di qualcosa: parlava contro, attraverso, oltre. Le sue parole erano strumenti, a volte lame sottili, a volte ponti improvvisati. Sempre, però, erano inviti a non stare fermi.

Riascoltarlo oggi significa lasciarsi interrogare ancora. Significa accettare che il pensiero possa essere scomodo, che la radio possa essere un laboratorio politico e poetico insieme, che la comunicazione non debba rassicurare ma aprire crepe. Franco aveva il dono raro di tenere insieme rigore e ironia, profondità e leggerezza, come se ogni concetto serio avesse bisogno di una risata per non diventare dogma.

C’è qualcosa di profondamente radiofonico nel modo in cui la sua presenza continua a farsi sentire. La radio non trattiene, non possiede: trasmette. E Franco continua a trasmettere, nelle registrazioni, nei ricordi, nelle pratiche che ha contribuito a generare. La sua voce attraversa il tempo come un’onda: invisibile, ma capace di muovere.

Questa giornata non è solo un omaggio, ma un gesto di continuità. Dedicare a Franco Piperno le onde di Radio Ciroma significa riconoscere che certe esperienze non si archiviano, che certi pensieri non si chiudono tra parentesi. Significa dire che la radio, quando è davvero libera, è anche un modo di abitare il mondo.

E allora ascoltiamo. Ascoltiamo quella voce che ritorna, che punge, che accende. Ascoltiamo non per ricordare soltanto, ma per riprendere il filo. Perché Franco Piperno, oggi come allora, ci parla ancora. E ci chiede, con la sua ironica serietà, di non abbassare mai il volume del pensiero.


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