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  • La guerra che passa dalle nostre basi

      Il governo continua a ripeterlo: “l’Italia non è in guerra”. È una frase che abbiamo già sentito molte volte negli ultimi trent’anni. L’abbiamo sentita durante i bombardamenti nei Balcani, durante la guerra in Iraq, durante l’intervento in Libia. Ogni volta la formula è la stessa: l’Italia non combatte, l’Italia non bombarda, l’Italia “fornisce supporto”.

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  • Difendiamo i nostri territori, costruiamo l’opposizione

      Il mese di febbraio ha lasciato ferite profonde in Calabria e in tutto il Mezzogiorno. Uragani, mareggiate violente, frane e smottamenti hanno messo in ginocchio intere comunità. Le immagini delle coste erose, delle strade interrotte, delle case evacuate non sono solo cronaca di maltempo: sono il simbolo di una fragilità strutturale che da anni

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  • Spezzare l’incantesimo: linguaggio e resistenza al fascismo

    Il fascismo non appare mai come un evento improvviso. Si insinua, prende forma lentamente, sedimentandosi nelle emozioni collettive prima ancora che nelle istituzioni. La sua materia originaria non è l’ideologia, ma la paura. Paura del futuro, dell’altro, della perdita, del disordine. Il fascismo nasce e si regge su questa atmosfera emotiva, la produce e la

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  • La pace a pagamento: il “Board” di Trump e l’Italia osservatrice

    Un presidente a vita. Un miliardo per sedersi al tavolo. Nessun palestinese a decidere del proprio destino. Lo chiamano “pace”. Ma il cosiddetto Board of Peace voluto da Donald Trump ha poco a che fare con la diplomazia multilaterale e molto con la concentrazione del potere. Un organismo in cui il presidente è permanente, inamovibile,

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  • Onde che parlano

    C’è un tempo in cui il mare era promessa. Oggi, nel cuore del Mediterraneo, è diventato un confine armato, una fossa comune liquida che restituisce corpi alla riva come una coscienza che non vuole tacere. Il Tirreno, davanti alle coste calabresi, parla ogni volta che le onde depositano sulla sabbia l’ennesimo cadavere senza nome. Non

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  • L’emergenza permanente e la memoria corta del territorio

    Ogni volta che un fiume esonda, che una collina cede o che un quartiere finisce sott’acqua, il lessico pubblico si riempie della stessa parola: eccezionale. Piogge eccezionali, eventi eccezionali, ondate eccezionali. Eppure, se l’eccezionalità diventa ricorrente, forse non è più tale. Il cambiamento climatico rende più frequenti e intensi gli eventi estremi. Ma la vulnerabilità

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